I RAPPORTI DI VICINATO: I LIMITI ALL’ESERCIZIO DELLA PROPRIETÀ



I RAPPORTI DI VICINATO: I LIMITI ALL’ESERCIZIO DELLA PROPRIETÀ

Molto spesso capita che ci si rivolga all’assistenza di un legale per questioni concernenti i rapporti di vicinato.

Ciò dipende dal fatto che il diritto di proprietà attribuisce al proprietario dei grandissimi poteri, i quali possono riassumersi nel diritto di usare ed abusare della cosa propria come egli meglio crede. Si dice, infatti, che il diritto di proprietà ponga in capo a tutti il dovere di astenersi dal compiere atti ovvero dal porre in essere comportamenti che limitino l’esercizio del diritto di proprietà stesso.

Nonostante tale obbligo di astenersi posto in capo a tutti, l’ordinamento pone in capo al proprietario del bene alcuni limiti all’esercizio del proprio diritto, allo scopo di tutelare interessi sia pubblici che privati. Come dicevano gli antichi romani, a tal proposito, il diritto di proprietà è diritto di usare ed abusare della cosa propria, senza però che questo comporti l’arrecare pregiudizio ad un altrui diritto (Ius utendi et abutendi re sua, quatenus iuris ratio patitur).

Ad esempio, il diritto di proprietà non permette al suo titolare di porre in essere comportamenti, i quali abbiano come mero scopo l’infastidire un altro soggetto. Tale divieto è posto dall’articolo 833 c.c. e colpisce gli atti che il proprietario compie al mero scopo di arrecare danno ad altri, senza che da tale azione derivi alcun vantaggio per il proprietario.

Altre volte, invece, il diritto di proprietà può essere limitato quando il suo esercizio provochi immissioni, di qualunque tipo, nel fondo vicino. Tale divieto è imposto dall’articolo 834 del codice civile e prevede il divieto di immissioni nel fondo del vicino che siano intollerabili e che rechino danno.

I rapporti di vicinato sono, infatti, area principale in cui sorgono discordie e controversie, da definire poi adendo le vie legali. Sempre per utilizzare una frase rubata al diritto romano vicinitas est mater discordiarum: i rapporti di vicinanza sono la madre di ogni discordia. E così tra vicini si può ricorrere ad alcune azioni legali per meglio definire, ad esempio, i confini o le distanze tra gli edifici e le piantagioni.

Per evitare tale tipo di azioni giudiziarie, con inutile dispendio di energie e di denaro, è bene conoscere prima le normative applicabili al proprio caso per sapere anticipatamente come agire.